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Dipartimento di Diagnostica per Immagini, Imaging Molecolare, Radioterapia e Radiologia Interventistica


Programma di Prevenzione del Carcinoma della Mammella

Il carcinoma della mammella costituisce la prima causa di morte in donne di età compresa tra i 40 e i 65 anni: ciò significa che 1 donna su 10 sviluppa un carcinoma mammario.
In Italia sono accertati 30.000 nuovi casi l’anno.
Una diagnosi precoce di lesioni di piccole dimensioni permette un tempestivo trattamento terapeutico. La diagnostica senologica integrata permette l’individuazione di lesioni non palpabili, costituite per il 60% da carcinomi invasivi e per il 40% da carcinomi in situ.
Le tecniche utilizzate nel nostro Dipartimento sono:
la Mammografia (analogica e digitale), l’Ecografia e la Risonanza Magnetica. Inoltre, è da segnalare il contributo della Medicina Nucleare mediante Mammoscintigrafia, PET (Tomografia ad Emissione di Positroni) e SPECT (Tomografia ad Emissione di Fotone Singolo).
La Mammografia è l’esame di riferimento nella Diagnostica Senologica. Ha sensibilità superiore al 90% qualora associata all’esame clinico. Per le donne di età tra i 35 e i 50 anni, asintomatiche e sintomatiche, la Mammografia costituisce l’esame di prima istanza.
È infatti un test panoramico, confrontabile ai successivi controlli e rappresenta l’esame fondamentale per l’individuazione e la caratterizzazione di microcalcificazioni.
L’Ecografia rappresenta esame di prima istanza solo per donne di età inferiore ai 35 anni e in stato di gravidanza-allattamento, mentre è normalmente esame di seconda istanza per donne di età superiore ai 35 anni.
Con l’ausilio del Color-Doppler, del Power-Doppler e dei mezzi di contrasto ultrasonografici permette oggi un più accurato studio della vascolarizzazione mammaria con la possibilità di valutare l’eventuale neo-vascolarizzazione di un carcinoma. Nella valutazione pre-operatoria di lesioni multicentriche e/o multifocali, nella stadiazione loco-regionale del tumore e nello studio della mammella operata per carcinoma è fondamentale l’apporto della RM (Risonanza Magnetica) con gadolinio (mezzo di contrasto non nocivo che evidenzia l’angiogenesi) che permette altresì lo studio ottimale delle mammelle con protesi.

 

Mammografia digitale diretta.
Lesione nodulare con microcalcificazioni
Aspetto mammografico
di lesione multifocale

 

È attualmente in studio il ruolo della RM nelle Pazienti ad alto rischio genetico, con accertata mutazione a carico dei geni responsabili di carcinoma mammario ereditario (BRCA-1 e BRCA-2), per le quali, già dai 25 anni, la nostra proposta di diagnosi precoce prevede esame clinico ogni 6 mesi e RM annuale.
La Medicina Nucleare dà il suo contributo alla Diagnostica Senologica con la Mammoscintigrafia e con metodiche per l’individuazione del “linfonodo sentinella” (primo linfonodo tributario al quale il carcinoma invasivo si è diffuso).
Offre, inoltre, la possibilità di eseguire interventi chirurgici radio-guidati.
La ROLL (Radioguided Occult Lesion Localization) è una nuova tecnica di localizzazione chirurgica per lesioni non palpabili, che consiste nell’iniezione di un tracciante radiomarcato.
La FAM (Functional Anatomic Mapping) permette la sovrapposizione di immagini TC e SPECT con informazioni su lesioni vascolarizzate in aree di alterato metabolismo nel contesto della mammella.
Altro metodo di indagine in Medicina Nucleare è la TC/PET, esame morfologico e funzionale, che consente una migliore diagnosi oncologica, l’esecuzione di biopsie TC guidate, una migliore pianificazione terapeutica rispetto alla PET e contribuisce alla stadiazione del carcinoma mammario ed al follow-up delle Pazienti operate.

 

 
 
 
 
 
 
 
 

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